PROTEGGI LE TUE OSSA!

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3/2/21

FRAGILITA' OSSEA:

La fragilità ossea è una condizione caratterizzata da alterazioni a livello della struttura ossea, che comportano una riduzione della resistenza al carico meccanico e un aumentato rischio di fratture.

Si stima che in Italia siano affette da questa condizione in prevalenza le donne, con un rapporto di 1:3 oltre i 50 anni; per gli over 60, si contano quasi cinque milioni tra coloro che fanno i conti con la fragilità ossea e sono esposti al rischio di fratture.

L’emergenza in atto ha peggiorato lo scenario anche su questo fronte, tra controlli rinviati, terapie sospese e difficoltà nelle visite con gli specialisti. Tuttavia, rimanere informati su una corretta prevenzione può aiutare chi ne soffre a rallentare l’indebolimento dello scheletro e l’aumento di fragilità delle ossa.

QUALI SONO LE CAUSE:

Alla base della fragilità scheletrica possono esserci una degradazione fisiologica del tessuto osseo o determinate condizioni, come ad esempio variazioni ormonali o alcune patologie che ne sono, indirettamente, la causa.

La forma primaria viene definita anche post-menopausale, quando innescata direttamente da una carenza di estrogeni, e senile se associata ai comuni processi di invecchiamento.

Oltre a queste due cause principali rappresentano importanti fattori di rischio per la fragilità ossea e, nei casi più importanti, per l’osteoporosi il fumo, l’alcol, il caffè, un’alimentazione carente di calcio (contenuto soprattutto nei vegetali, nel latte e derivati), la sedentarietà e la menopausa precoce.

 

I SINTOMI:

Il sintomo più comune è rappresentato dalle fratture da fragilità: si tratta di fratture causate da uno sforzo o da una caduta relativamente banali, come una caduta dalla posizione eretta o seduta, che normalmente non causerebbe la frattura di un osso sano. Le fratture da fragilità si verificano di solito nella parte alta dell’osso dell’avambraccio (radio) o all’estremità superiore del femore, ma possono esservi interessate altre ossa come l’omero o le ossa del bacino.

Anche la frattura dell’anca, uno dei tipi più gravi di frattura, è una causa importante di invalidità e perdita di indipendenza per gli anziani così come le fratture del polso, spesso scomposte, così frequenti nelle donne con una fragilità ossea manifestatasi dopo la menopausa.

 

PERCHE' LE DONNE SONO LE PIU' COLPITE:

Nelle donne la densità ossea aumenta progressivamente fino all’età di 30 anni circa, quando le ossa sono al massimo della robustezza. Dopo tale periodo, essa si riduce gradualmente raggiungendo il minimo dopo la menopausa, che avviene in media intorno all’età di 51 anni. La carenza di estrogeni infatti aumenta l’incidenza di deplezione ossea e provoca una rapida perdita di calcio e fosforo.

La maggior parte degli uomini di età superiore ai 50 anni presenta livelli di estrogeni superiori rispetto alle donne in post-menopausa, pur presentando anch’essi un declino di questi ultimi a causa dell’invecchiamento. La perdita di densità ossea può essere ancora maggiore in caso di apporto insufficiente di calcio o di vitamina D.

 

COME PREVENIRE:

Uno dei cardini della prevenzione è il mantenimento di un corretto stile di vita, caratterizzato da un’alimentazione bilanciata, dall’esecuzione di una regolare attività fisica e dall’astensione dagli alcolici e dal fumo.

È importante eliminare o ridurre le condizioni che possono favorire le cadute,

In genere si tratta di una condizione che si può prevenire efficacemente con la gestione dei fattori di rischio e garantendo un apporto adeguato di calcio e di vitamina D.

Le ossa contengono minerali, fra i quali calcio e fosforo, che le rendono resistenti e compatte. Per mantenere un’adeguata densità ossea l’organismo richiede un adeguato apporto di calcio e deve produrre nella giusta quantità diversi ormoni, come l’ormone paratiroideo, la calcitonina, gli estrogeni e il testosterone. Per assorbire il calcio dagli alimenti e depositarlo nelle ossa è necessario un'adeguata quantità di vitamina D.

Bassi livelli di quest’ultima possono provocare una carenza di calcio e aumentano l’attività delle paratiroidi, causando un rilascio eccessivo di ormone paratiroideo, che può a sua volta favorire la deplezione ossea.

Per questo, specie se non si ama o per motivi particolari non si può esporsi al sole in modo da favorire la sintesi di vitamina D, oppure non si riesce ad introdurne quantità sufficienti con la dieta, si può integrarla con prodotti specifici.

Esistono soluzioni integrative, come Alkavita Calcio Mix Supergastro, che assicurano un corretto apporto di calcio, calcio fosfato e vitamina D per favorire il benessere delle ossa e prevenirne gli effetti dell’usura e dell’invecchiamento.