EFFETTO PLACEBO

EFFETTO PLACEBO

12/3/16

Avere un atteggiamento mentale positivo può influenzare il corpo al punto tale da migliorare il decorso di un disturbo fino alla sua scomparsa? La ricerca scientifica ci dice di sì.

L’effetto placebo è il più antico ed efficace metodo terapeutico conosciuto dall’uomo. Ancora oggi, non esiste alcun farmaco che possa eguagliare, in potenza e mancanza di effetti collaterali, la forza della mente.

Da recenti studi condotti negli Stati Uniti è emerso che l’effetto placebo non è solo la reazione concreta e fisiologica del corpo in seguito a emozioni e aspettative, si tratta anche di una reazione di alcune strutture del cervello (come l’amigdala) che rispondono ad uno stimolo, prima che questo diventi un pensiero cosciente.

Dunque l’effetto placebo è la somma di una componente fisiologica e di una componente emotiva.

Lo stato emozionale si trasforma in una reazione chimica del corpo che può indurre modificazioni neurovegetative del cervello e aumentare la produzione di endorfine, mediatori e ormoni.

Ogni minima azione e sforzo che facciamo per cercare di tornare in salute si tramuta in aspettative di guarigione e, inevitabilmente, andrà a influenzare anche la fisiologia dell’organismo. Più si è convinti dell’azione che si sta intraprendendo, più questa risulterà efficace.

Nello stesso modo, purtroppo, è anche possibile influenzare negativamente il proprio corpo. Se non si crede nelle azioni intraprese o nelle sostanze che si assumono, queste non avranno alcun valore. Questo processo è detto effetto nocebo.

Dagli studi esaminati si evince che le risposte nocebo possono essere indotte da ogni tipo di informazione acquisita, che causa un’ indisposizione in grado di rendere vana qualsiasi azione volta al miglioramento delle proprie condizioni di salute.

Durante alcuni studi clinici si è verificato questo fenomeno: i partecipanti, a cui veniva somministrata la sostanza placebo, manifestavano gli stessi effetti collaterali che si sarebbero manifestati con l’assunzione del farmaco, solo perché era stato comunicato loro che la sostanza da sperimentare poteva provocare effetti avversi.

In conclusione: il primo passo è pensare positivo e credere nel proprio corpo!