ANGOLO DELL'ESPERTO: LA ROSA CANINA

ANGOLO DELL'ESPERTO: LA ROSA CANINA

19/5/21

La Dott.ssa Sartorio Vanna, Biologa nutrizionista e Healthcare consultant, ci illustra le proprietà e i benefici della Rosa canina. 

La rosa canina (Rosa canina L.) nota anche come rosa di macchia o rosa selvatica, è un arbusto spinoso, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, che cresce spontaneamente in tutta Italia ed Europa. Il suo periodo di fioritura va da maggio a luglio, mentre la maturazione delle sue bacche avviene nei mesi di ottobre e novembre.

CENNI STORICI

La rosa canina è la specie di rosa più diffusa nelle zone temperate del mondo. Nell’Oregon e in Colorado sono trovati resti fossilizzati che risalgono a più di 40 milioni di anni fa.

La leggenda narra che il Dio Bacco, innamorato non corrisposto di una Ninfa, cercando di raggiungerla mentre lei scappava, la fece inciampare in un cespuglio e lei cadde. Così, decise di ringraziare il cespuglio trasformandolo in Rosa: spuntarono, così, dei fiori delicati di colore rosato come le guance della Ninfa.

Secondo Plinio il Vecchio le radici della rosa canina potevano curare la rabbia trasmessa dal morso dei cani. Tale credenza nasceva dalla lettura simbolico-analogica delle spine, che ricordano i denti di questo animale. Proprio per questo motivo nel XVIII secolo Carlo Linneo, il naturalista svedese fondatore della moderna botanica e zoologica, diede a questa rosa l’aggettivo “canina”. In realtà le attuali conoscenze scientifiche hanno escluso che la rosa canina abbia qualche effetto curativo sulla rabbia trasmessa da cani e altri animali.

Conoscevano e usavano la rosa canina gli antichi romani, gli Assiri e i Persiani. Ippocrate (460 a.C.-377 a.C.) considerava la rosa canina come il rimedio adatto contro la tubercolosi, malattia già riscontrata nel Neolitico e nelle mummie egizie. Anche Avicenna (980 d.C.-1037 d.C.), medico e filosofo arabo, la utilizzava allo stesso scopo e così fu per i medici di tutto il Medioevo.

Durante l’epoca romana l’utilizzo della Rosa canina aveva uno scopo più ornamentale che terapeutico: dopo il bagno, le donne romane si strofinavano con polvere di Rosa, si truccavano le palpebre con l’olio essenziale ricavato dal fiore e per avere un alito sempre gradevole succhiavano caramelle preparate con petali di Rosa, miele e mirra.

Durante la Seconda Guerra mondiale, in Inghilterra, la rosa canina venne utilizzata per la preparazione di uno sciroppo da somministrare ai bambini come integratore di vitamina C, per la prevenzione dello scorbuto. Alla fine della guerra il raccolto annuale era di circa 450 tonnellate e la raccolta continuò fino ai primi anni ’50.

COMPOSIZIONE, PROPRIETA E BENEFICI

-BACCHE: sono ricchissime di vitamina C, ben 2.200 mg per 100g, una quantità nettamente superiore a quella contenuta nell’arancia. Sono caratterizzate anche dalla presenza di betacarotene e licopene, una sostanza con elevato potere antiossidante; sono presenti anche alcune vitamine del gruppo B, in particolare B1 e B2, la vitamina E e la vitamina K. Contengono inoltre acido folico, flavonoidi, tannini e acidi grassi (tra cui acido oleico, palmitico, stearico e linoleico). Notevole è anche il contenuto di sali minerali, in particolare ferro, zinco, rame, calcio, manganese, boro, sodio, fosforo, potassio e magnesio. Infine, sono ricche di acqua (75%), fibre (24%, con il 5,1% di pectina, una fibra solubile emolliente e regolarizzante dell’intestino) e proteine (7,2%).

Le bacche di rosa canina sono immunostimolanti, depurative, diuretiche, tonificanti dei vasi sanguigni in particolare dei capillari, ipocolesterolemizzanti (riducono il colesterolo cattivo LDL), antiaging. Vengono utilizzate nelle carenze di vitamina C e possiedono proprietà antinfiammatorie, soprattutto in caso di problematiche a livello del sistema respiratorio, come tosse e raffreddore, ma anche faringiti e tonsilliti. Aiutano anche in presenza di asma e contro forme allergiche, sia in modo preventivo che terapeutico. Inoltre, hanno un effetto tonico e stimolante, utile per affrontare periodi particolarmente faticosi, contrastando stanchezza fisica e affaticamento mentale.

L’azione antinfiammatoria delle bacche di rosa canina si manifesta anche a livello intestinale, utili sia in caso di diarrea (grazie ai tannini dall’azione astringente) sia di stipsi (per via delle fibre solubili che contengono utili anche per sostenere la flora batterica intestinale).

La sinergia tra la vitamina C e i flavonoidi delle bacche di rosa canina favorisce l’assorbimento del ferro, oltre che contribuire alla produzione di emoglobina. La rosa canina ha dunque un notevole potere antiossidante, che agisce in particolare sul sistema circolatorio, proteggendolo e migliorando la circolazione, e sui tessuti, combattendo i radicali liberi e prevenendo l’invecchiamento cellulare. La vitamina C contenuta nelle bacche stimola anche la produzione di collagene, che contribuisce a mantenere l’elasticità e il tono della pelle, protegge ossa, tendini, legamenti, muscoli e articolazioni.

-FIORI: I fiori della rosa canina sono un’ottima fonte di antiossidanti, in particolare di polifenoli e carotenoidi antiage. Sono presenti anche vitamina B3, C, D ed E, oli volatili, acido tannico, acido malico, pectina, ferro e zinco. I fiori di rosa canina sono antistress, utili contro il mal di testa, la depressione lieve, la cattiva qualità del sonno e l’ansia. Vengono utilizzati sottoforma di macerato freddo anche per trattamenti detox e diuretici, contro i disturbi del ciclo e quelli della pre-menopausa e della menopausa.