COLESTEROLO ALTO? SCEGLI LA PREVENZIONE

COLESTEROLO ALTO? SCEGLI LA PREVENZIONE

19/1/17

Abbiamo deciso di dedicare questa newsletter a una tematica ampiamente diffusa e dibattuta  e sulla quale probabilmente c’è anche molta confusione: il colesterolo. Cos’è il colesterolo? Cosa sono il colesterolo buono e quello cattivo? Cosa s’intende con colesterolo alto? Quali sono i rischi? Quali i rimedi naturali e quali le cure farmaceutiche? Quale il corretto stile di vita?

Abbiamo raccolto materiale per cercare di dare maggiore chiarezza e aiutarvi a scoprire in che modo è possibile giocare sulla prevenzione.

COS’È IL COLESTEROLO?

Il colesterolo è una molecola fondamentale per numerose funzioni del nostro organismo:

  • Regola la permeabilità delle membrane cellulari;
  • Interviene nella sintesi della Vitamina D e di alcuni ormoni steroidi, come cortisone e testosterone;
  • È fondamentale per la sintesi della bile e dei liquidi digestivi;
  • Gioca un ruolo basilare nello sviluppo embrionale;
  • È responsabile della trasmissione delle informazioni a livello del sistema nervoso.

È talmente importante che il corpo si fa carico di produrlo da solo per l’80% (colesterolo endogeno) mentre solo il 20% circa viene introdotto attraverso gli alimenti.

A sintetizzare il colesterolo sono principalmente fegato, intestino, pelle e ghiandole surrenali (due piccole ghiandole situate sopra i reni), in una situazione di normalità si parla di circa 600-1000 mg di colesterolo prodotto al giorno.

 

COLESTEROLO BUONO E COLESTEROLO CATTIVO

La molecola del colesterolo è composta da un cuore lipidico (il colesterolo appunto) e da una parte proteica, grazie alla quale può essere trasportato nel sangue.

Il rapporto tra la parte proteica e quella lipidica ne definisce la natura suddividendolo in varia frazioni, principalmente ne sono note due:

  • HDL (lipoproteine ad alta densità), conosciuto come colesterolo buono, il suo compito è “pulire” le arterie dai depositi di colesterolo, veicolandolo dalla periferia agli organi adibiti alla sua espulsione.
  • LDL (lipoproteine a bassa densità), detto colesterolo cattivo, poiché trasporta il colesterolo dal fegato alla periferia, provocando depositi sulle pareti dei vasi arteriosi.

L’insieme delle varie frazioni di colesterolo è detto Colesterolo totale.

 

I CORRETTI VALORI DEL COLESTEROLO

I valori desiderabili di colesterolo totale presenti nel sangue sono per decilitro di sangue.

I problemi insorgono quando i livelli di colesterolo totale sono troppo alti. Il rischio maggiore che ne deriva sono problemi a livello delle arterie e del cuore. Per questo motivo una corretta prevenzione è fondamentale.

 

COSA SI INTENDE CON “COLESTEROLO ALTO” E QUALI SONO I RISCHI

Con questa espressione ci riferiamo a uno stato di ipercolesterolemia, con cui si intende una concentrazione di colesterolo totale più alta del normale.

Quando si verifica?

  • A causa di fattori ereditari;
  • Con l’arrivo della menopausa (a causa della variazione ormonale);
  • Con un’alimentazione particolarmente ricca di colesterolo;
  • Con la sedentarietà;
  • In caso di diabete;
  • in caso di obesità;
  • In caso di ipertiroidismo.

Il colesterolo alto non si manifesta attraverso sintomi, lo si scopre con appositi esami del sangue; alti livelli di colesterolo cattivo, in concomitanza con le situazioni sopra elencate, possono causare danni alle arterie aumentando il rischio di problematiche cardiache.

COSA FARE

Parlando di colesterolo, la cosa davvero interessante è che, se non si tratta di stati patologici, migliorando il nostro stile di vita possiamo incidere in modo significativo sui livelli di HDL, ovvero sul colesterolo buono, mentre possiamo limitare la produzione di LDL grazie all’assunzione regolare di alcuni integratori alimentari.

Prima di passare all’assunzione di farmaci come le statine, che danno risultati molto rapidi, ma anche numerosi effetti collaterali, vale la pena di darsi alcune regole e, con un po’ di buona volontà, fare tutto il possibile per migliorare i valori del colesterolo.

CORRETTE ABITUDINI ALIMENTARI

  • Alimentazione ricca di pesce (omega 3-6-9) e di olio di oliva;
  • Assumere carboidrati complessi;
  • Aumentare il consumo di verdure e legumi;
  • Limitare più possibile il consumo di grassi saturi, cioè di alimenti di derivazione animale, che costituiscono la materia prima da cui il fegato sintetizza il colesterolo.
  • Ridurre il consumo di olii idrogenati, spesso presenti nella margarina o in alcuni prodotti da forno;
  • Limitare il consumo di carboidrati ad alto indice glicemico, dolci e frutti particolarmente dolci come banane, fichi, uva, cachi e frutta disidratata;
  • Non assumere bevande alcoliche che vanno ad aggravare/compromettere il lavoro del fegato, organo in cui viene prodotto il colesterolo;
  • Limitare l’utilizzo di sale.

 

ATTIVITÀ FISICA

L’alimentazione va abbinata a una regolare attività fisica, che sembra avere un impatto decisivo sui livelli di colesterolo buono. Infatti un’attività aerobica svolta ogni giorno per circa mezzora sembra aumentare l’HDL dal 3% al 9%, in soggetti sani.

 

STATINE  E INTEGRATORI ALIMENTARI

La ricerca moderna ha posto l’evidenza sulla necessità di tentare diverse strade prima di passare a veri e propri farmaci, come le statine, volti ad abbassare i livelli di colesterolo LDL, che hanno risultati visibili già dopo due settimane di utilizzo, ma anche diversi effetti collaterali, come compromettere la funzionalità del fegato, provocare flatulenza, diarrea, rigurgiti acidi, nausea, stipsi e dolori muscolari.

Nasce quindi l’esigenza di individuare metodi naturali: buoni risultati sono stati dati dal Monascus Purpureus, cioè il Riso rosso fermentato, che (come le statine) va a bloccare la sintesi di un enzima (HMG-CoA reduttasi) fondamentale per la produzione di LDL.

Un altro aiuto è stato individuato nell’Amorphophallus Konjac, noto come Glucomannano, una fibra alimentare che una volta nello stomaco, a contatto con un ambiente acido, grazie alla sua capacità di assorbire acqua, aumenta di volume formando una massa gelatinosa che inibisce l’assorbimento dei carboidrati, "mattoncini" fondamentali per la sintesi del colesterolo